Insonnia criptica

2018-02-05, ora incerta

Il momento in cui la guancia sfiora il morbido cotone della federa del cuscino e in cui lentamente i sogni si fanno spazio nel buio di una stanza silenziosa, il momento in cui il cuore batte più lentamente, in cui il respiro si fa impercettibile e le palpebre si chiudono… ebbene è questo il mio più grande sogno degli ultimi quattro anni. Questo momento, così naturale, che scivola lentamente verso un dolce sonno, per me è tutt’altro che naturale e tutt’altro che scontato.
E se questo non bastasse, al tutto si aggiunge un’interessante teglia di incubi appena sfornati, pronti per essere macinati dalla mia mente, che fa ciò che vuole di tutte le mie paure e ne fa un mix vincente, un eccelso smoothie  (che il correttore vorrebbe modificare con la parola “monoteismo” tanto per informarvi), che mi trascino per tutta la mattinata, fino al prossimo film horror per cui non ho neanche dovuto pagare e per il quale mi è stato fornito un letto piuttosto che una poltrona rossa mangiucchiata da chissà quale roditore improvvisato.

Le notti in bianco sono sicuramente le più produttive per la mia scrittura, ma a volte preferirei davvero essere una mattiniera incallita, pronta a giudicare chiunque si svegli dopo le sette, mantra di una mia cara conoscente, che ogni giorno mi ricorda di “quanto dev’essere bello per te svegliarsi alle undici” e grazie alla quale riesco a dimenticarmi di aver passato tutta la notte a guardare il soffitto nella speranza di una botta in testa, finché la botta non arriva al sorgere del sole, verso le sette, fatidica ora del giudizio, e finalmente il mio corpo si lascia scivolare addosso tutta la tensione accumulata nelle ore in cui esorcisti, clown, zombie e zanzare e frullatori aprono le danze come in qualsiasi film horror che si rispetti. (Sulle zanzare mi pare possiamo essere tutti d’accordo, sui frullatori vi prometto un focus esilarante).
Dunque, per concludere questo delirio delle 10:44 in punto, ma ormai passate, vi lascio alle vostre vite e aspetto di sapere come voi vivete le notti in cui il sonno decide di andare a Honolulu, nella speranza che siano davvero poche.

P.S. reduce da un’ora sprecata a guardare video su “morning routine”, resto delusa dal fatto di non trovare nessun tipo di rimedio creativo e zero waste all’insonnia.

Non mi resta che dormire, no?

Cristina

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Sono nata in Sardegna nel 1995. Armata della mia Olivetti Lettera 25 e di una vecchia Fujifilm analogica, mi appassiono fin da piccola di scrittura e fotografia. Sono laureata in Scienze politiche, Relazioni internazionali e Diritti umani. Nel 2018 mi trasferisco e studio in Polonia presso il Centre for European Studies della Jagiellonian University di Cracovia. Dal 2019 vivo in Giappone e studio presso la Graduate School of Law della Kobe University. Mi occupo di diritto costituzionale e diritti umani, su The Bottom up di politica estera del Centro-Est Europa e Asia.

3 pensieri riguardo “Insonnia criptica

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