Carta straccia #1

Una fuga non è certamente sinonimo di pianificazione al dettaglio, ma la mia strategia di prendere letteralmente solo quello che stava di fronte a me in quel momento fu un tantino radicale e sciocco. Una borsa stracolma di carta straccia. Carta straccia. Non una lattina di fagioli precotti, non un pezzo di pane da addentare per attenuare i crampi allo stomaco. Carta straccia, santo cielo. Non un rasoio o un cambio di vestiti. Ero così stanco da non avere le forze per arrabbiarmi con me stesso, ma le avevo per maledire la mia totale perdita di controllo in situazioni non previste.

Ispezionai le due credenze della cucina aggredite dai tarli, vuote. Frugai nei cassetti del comò nella camera da letto, stracolmi di teli in cotone e nient’altro. É comune in questo tipo di case che vi siano piccole botole ricavate tra le travi del pavimento in cucina. Per fortuna, trovai la botola, vicino ai piedi di una delle credenze e vi scovai dei tuberi, o meglio, vecchie radici morte e una disgraziata patata rinsecchita. Rinunciai. La casa puzzava di abbandono e fuga, ma quella era diversa dalla mia, una partenza preparata, meticolosa (patata esclusa); chi aveva abitato in quella casa aveva portato via ogni effetto personale, ogni fessura sgranocchiata da tarli famelici non faceva trapelare alcuna foto o documento, solo groviera di vecchie ante. La porta d’ingresso non aveva una serratura e tanto meno una chiave principale.

Nascosi il borsone tra rotoli di cotone e uscii di casa, alla ricerca di tracce umane nel raggio di almeno due chilometri. Mi avviai verso la strada provinciale da cui ero venuto e proseguii verso est, a piedi. Non incrociai nessun veicolo, solo tre cornacchie. Camminai per un’ora, prima di imbattermi in un chiosco. Stremato per l’afa e per la fame, entrai nel negozio e annunciai la mia presenza.

Nessuno rispose.

Cristina

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Sono nata in Sardegna nel 1995. Armata della mia Olivetti Lettera 25 e di una vecchia Fujifilm analogica, mi appassiono fin da piccola di scrittura e fotografia. Sono laureata in Scienze politiche, Relazioni internazionali e Diritti umani. Nel 2018 mi trasferisco e studio in Polonia presso il Centre for European Studies della Jagiellonian University di Cracovia. Dal 2019 vivo in Giappone e studio presso la Graduate School of Law della Kobe University. Mi occupo di diritto costituzionale e diritti umani, su The Bottom up di politica estera del Centro-Est Europa e Asia.

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