La partenza, flusso di coscienza isterico

Tra poco meno di un mese inizierà il mio diciottesimo anno di studi. Vista così, sembra un’impresa epica, eppure, ancora oggi, non mi sento competente per una vera professione, sento ancora forte la necessità di specializzarmi in un’area sempre più specifica. Certo, diciotto anni passati a stare ricurva, seduta alla scrivania, non sono pochi e mi hanno insegnato tanto, non solo a livello accademico. Decidere di studiare all’estero è stato più un gioco, un sogno che non pensavo si sarebbe realizzato, una scommessa che poi, senza troppe speranze, ho invece vinto.

Vivrò Giappone.

Tutto questo, tuttavia, si dimostra estremamente terrificante. La solitudine, credo, sarà la nemica più grande. 12 metri quadri di “appartamento” in cui dovrò studiare per gli esami e scrivere una tesi che si sta dimostrando più grande del previsto. L’impatto, ancora prima di prendere il volo per Osaka, è enorme. La differenza culturale con l’Italia, immagino, abissale. Ma proprio per questa ragione credo che, una volta arrivata li, scriverò un lungo post su tutte le procedure da affrontare prima di andare a studiare nel Paese del Sol Levante. Tra documenti per il visto, l’iter di ammissione all’Università, (totalmente inutile perché già ammessa grazie al programma di double degree con l’università polacca che frequento), i vaccini e la quasi certa intolleranza al lattosio (altra tragedia per me che mangerei gorgonzola e brie anche a colazione).

Insomma, mi impegnerò per scrivere una dettagliata guida alla sopravvivenza per chi, come me, cerca disperatamente da un anno informazioni su sim card telefoniche, contratti internet, abbonamento ai mezzi pubblici, costo della vita e informazioni sul dormitorio che nessuno dà; potrei continuare per altre due ore con questa lista e accrescere sempre più in me la voglia di stare nel letto della mia stanza e dormire aspettando che appaia un vecchio signore giapponese e che magicamente mi porga la pergamena del Diploma di Laurea, senza il minimo sforzo intellettuale e fisico. Magari. Insomma, l’esaurimento nervoso è vicino, la partenza pure, il mio coraggio, invece, fugge a gambe levate.

Cristina

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Sono nata in Sardegna nel 1995. Armata della mia Olivetti Lettera 25 e di una vecchia Fujifilm analogica, mi appassiono fin da piccola di scrittura e fotografia. Sono laureata in Scienze politiche, Relazioni internazionali e Diritti umani. Nel 2018 mi trasferisco e studio in Polonia presso il Centre for European Studies della Jagiellonian University di Cracovia. Dal 2019 vivo in Giappone e studio presso la Graduate School of Law della Kobe University. Mi occupo di diritto costituzionale e diritti umani, su The Bottom up di politica estera del Centro-Est Europa e Asia.

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