Io sono antifascista, e tu?

Guards on parade at the main gate. Copyright: Barry Seddon.

La notte del 25 aprile 1945, mio nonno e altri prigionieri erano stati rinchiusi in una stanza adibita a cella. Qualcuno aveva rubato delle patate. La scelta era tra la fucilazione collettiva, o quella del solo colpevole, se i prigionieri l’avessero segnalato tra chi era stato rinchiuso. “Capitemi, ancora oggi sento una voragine nel petto per quella scelta” riporto parafrasando dalle sue memorie.

Avevano trovato il “colpevole”. Diperati, 35 kili di pelle e ossa a testa, che si reggevano a mala pena in piedi, quella notte fredda del 25 aprile Avevano deciso di consegnarlo agli ufficiali nazisti, il giorno seguente.
Al mattino del 26 iniziarono a sentire tumulti fuori dal piccolo edificio in cui erano rinchiusi, passi di persone che correvano da tutte le parti.
Un altro prigioniero sfondò la porta (non specifica se fosse stata chiusa a chiave o meno) e urla:


“I russi, ci stanno liberando, siamo liberi… siamo liberi!”


E si mise a correre via gridando dalla gioia.
Pochi secondi di silenzio nella cella, si guardano tra loro, quasi senza sapere che fare, quando uno di loro d’impeto salì sul tavolo vicino alla parete, rompendo il vetro dell’unico quadretto incorniciato alla parete, col ritratto di Hitler. Iniziò a tagliuzzarlo, quasi con sguardo folle, in tanti piccoli coriandoli, lanciandoli per aria, ne tenne qualcuno, distribuendoli quasi ridendo, come fossero i pezzetti stracciati della loro libertà, che gli veniva ridata quasi per gioco. Quella stessa persa due anni prima, la mattina dell’8 settembre 1943 ad Atene, quando si rifiutarono di seguire la Repubblica di Salò e, il 15 settembre, disarmati e fatti salire su un carro bestiame, diretti allo Stammlager IV B di Mühlberg, diventando internati militari italiani.

The main gate. Copyright: Rijksmuseum Amsterdam NG-1983-9, Dick van Maarseveen. Fonte: Prisoner of War


Erano uomini liberi.
Più o meno.

Mesi e mesi di cammino li aspettava, dalla Germania dell’est all’Italia, dalla penisola alla Sardegna, con mezzi di fortuna, sulle proprie gambe. Erano accompagnati solo dall’indifferenza della gente delle città che attraversavano, che alla vista di questi uomini, “più morti che vivi” faceva finta di niente o rientrava veloce in casa, come mi raccontava sempre da piccola, tra un cruciverba e l’altro.

Io sono antifascista, io sono la nipote di un uomo che ha deciso da che parte stare, quella della democrazia, anche nei momenti più difficili, per la propria Patria e per la propria vita.
Sempre si sarebbe pentito di aver preso quella scelta, nella notte del 25 aprile, di sacrificare quell’uomo, poi salvato dal destino. Sempre. Mai tentò di nascondera, mai di giustificarla.

Ma sempre io sarò fiera di lui, dell’uomo che è stato, che appena annunciato l’armistizio già pensava di organizzare squadre di partigiani coi commilitoni, invece poi preso dai nazisti e imprigionato per il suo “no” alla scelta di non seguire la Repubblica di Salò, ed essere costretto ai lavori forzati nel più grande campo di prigionia nazista in Germania.

Su fasciu no est mórtu “il fascio non è morto”, mi diceva sempre.

Da bambina non capivo le vecchie storie di guerra del nonno, ma sapeva raccontare, sapeva scrivere, un po’ in sardo, un po’ in italiano, e lo ringrazio, guardando il cielo terso di Kobe, di avermi lasciato la sua testimonianza, che mai dovrà essere dimenticata, così come quella di decine di migliaia di uomini e donne che hanno detto “no” al fascismo.


E anche io oggi faccio la mia scelta, per la democrazia, per la libertà, per i diritti.

Io sono antifascista, e tu?

Cristina

Luigi Piga, I Btg. Del Rgt. Carabinieri Mob., I Compagnia, Fronte Greco, luogo di cattura: Atene, data ufficiale della cattura 15-09-1943 (nel diario lui specifica sia il giorno dell’armistizio), Luogo di internamento Stalag IV B Piesteritz (sezione parte del campo di concentramento di Muhlberg), giorno della liberazione, 26 aprile 1945.

Pubblicato da

Sono nata in Sardegna nel 1995. Armata della mia Olivetti Lettera 25 e di una vecchia Fujifilm analogica, mi appassiono fin da piccola di scrittura e fotografia. Sono laureata in Scienze politiche, Relazioni internazionali e Diritti umani. Nel 2018 mi trasferisco e studio in Polonia presso il Centre for European Studies della Jagiellonian University di Cracovia. Dal 2019 vivo in Giappone e studio presso la Graduate School of Law della Kobe University. Mi occupo di diritto costituzionale e diritti umani, su The Bottom up di politica estera del Centro-Est Europa e Asia.

15 pensieri riguardo “Io sono antifascista, e tu?

  1. La gente in questo paese non ha memoria e tende a commettere gli stessi errori del passato. Racconti come questo sono importanti, sono come un antivirus per la democrazia perché il fascismo è un virus, i fascisti sono dei parassiti, mai debellati del tutto che di nuovo crescono e si propagano. Essere antifascista non dovrebbe essere una scelta ma una necessità.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie per il tuo commento. Mi son davvero sentita in dovere di condividere questo piccolo pezzo delle sue memorie proprio per questa ragione. Ancora oggi ce la prendiamo coi più vulnerabili, con gli ultimi degli ultimi, colmi di rabbia, odio, ignoranza. E quest’ultima proprio nel suo significato letterale, Ignoriamo, nell’indifferenza, nell’individualismo, nell’egocentrismo, perdendo la nostra umanità.

      "Mi piace"

      1. E a me fa piacere che vi sia ancora qualcuno che crede in certi valori e che soprattutto non ha paura a mostrarli. Oggi sembrano quasi essere fuori moda ed invece la verità è che stanno tentando di allevare le nuove generazioni senza consapevolezza di ciò che è stato quel periodo in un ottica di un revisionismo storico bieco e schifoso.

        Piace a 1 persona

      2. Scriverei pagine e pagine per risponderti, apri davvero un mondo. Quello che mi sento di dire brevemente è che davvero vedo talmente tanta ignoranza da farmi paura. Non siamo consapevoli di quel passato, la percepiamo come una realtà lontana ed estranea, ciechi, di fronte alla storia che si ripete.

        "Mi piace"

      3. Si hai usato la parola giusta: ignoranza. La maggior parte delle persone ignora davvero cosa sia stato quel periodo e nemmeno fa lo sforzo di umiltà di provare a capire. Ma che dire, ormai scrittori come Levi, Silone, Fenoglio, Pasolini, Bocca solo per citarne alcuni sono pressoché sconosciuti, si legge poco e quando un Vespa diventa autore bestseller capisci quale sia il livello. Mettici anni di TV del biscione e una scuola dove la storia è considerata superflua il quadro è completo…

        "Mi piace"

  2. Grazie infinite per la tua lucida condivisione. Puoi essere fiera della forza di tuo nonno, del suo coraggio, della sua umanità e dei suoi sacrifici di cui saremo per sempre grati.
    Purtroppo entrambi i miei nonni non sono sopravvisuti agli orrori del fascismo per cui le memorie tramandate dal tuo, per me sono maggiormente apprezzate. 💐

    Piace a 2 people

    1. Grazie a te Rebecca per aver dedicato il tuo tempo nella lettura. Spero che queste memorie, nella loro interezza, possano raggiungere più persone possibili. Lavorerò sodo, umilmente, per onorare la sua memoria, ma non solo. Oggi più che mai abbiamo bisogno di ricordarci di quanto quella lotta per la democrazia non sia ancora finita, ma ci sia solo stato un passaggio di testimone, che dobbiamo raccogliere e portare avanti. Ti ringrazio ancora di cuore per le tue parole gentili.

      Piace a 1 persona

  3. questo brano è attuale in qualunque giorno dell’anno e in uno qualunque di questi anni senza valori.
    quanto alla tua domanda, sì sono antifascista, a parole almeno, ma, messo di fronte a scelte drammatiche, onestamente non so se riuscirei ad avere il rigore morale di tuo nonno.
    ml

    Piace a 1 persona

    1. Grazie per il tuo commento. Ho scelto di raccontare questo passaggio del suo diario proprio per questa ragione. Per quanto sia difficile, credo che esserne almeno consapevoli sia fondamentale per iniziare a cambiare il nostro modo di agire e di pensare. Sia nella quotidianità che nelle scelte importanti, che hanno sempre conseguenze, su di noi e su chi ci circonda. Se tutti gli internati italiani nel giorno dell’armistizio non si fossero posti quella domanda, forse parte della Storia sarebbe andata diversamente. La scelta di un singolo ha sempre la sua dimensione sociale, di questo ne sono fermamente convinta.
      Cristina

      "Mi piace"

  4. Mio nonno era un antifascista. Dopo cena quando beveva qualche bicchiere in più di vino iniziava a raccontare delle sue battaglie contro il generale Franco e contro i nazisti. Diceva moltissime cose ma io ero bambina e non avevo idea dell’importanza di quelle vicende. Lui poi diventava tutto rosso e s’infervorava cercando di farci capire. A me dispiace moltissimo non aver potuto mai registrare i suoi ricordi ma credo che anche se ero solo una bambina capii cosa intendesse perchè a modo mio son stata pure io sempre in prima linea e non esiterei se ci fosse ancora bisogno di lottare per la libertà e il rispetto dei diritti umani. 😉

    Piace a 1 persona

    1. Quando il nonno raccontava della guerra, credo che fossero poche le persone interessate alle sue parole purtroppo. Ero anch’io molto piccola, non potevo capire appieno, ma concordo con te, comunque qualcosa è rimasto ed è anche per questo che gli sono grata di aver scritto le sue memorie… un piccolo passaggio di testimone che non ho intenzione di lasciare. Ti ringrazio per la tua riflessione e se dovessi trovare qualche informazione in più su tuo nonno sarebbe davvero interessante saperne di più sulla sua storia!

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...