Si alza il vento

Sono nata nella terra plasmata dal vento, costellata di alberi dai fusti piegati da un violento maestrale, il soffio di un severo dio ancestrale. Qui, a quasi quindicimila kilometri di distanza, circondata da piccoli templi di montagna, statuette votive e ciliegi ormai sfioriti, guardo fuori dalla finestra. E soffia il vento. un vento forte, violento, ma non minaccioso, al contrario, un vento che sa di casa, con tutta la malinconia che mi porto dentro, pensando alla mia terra, ora avvolta dalle ultime ombre della notte, e chissà, anche da quello stesso vento, che accompagna ora i miei pensieri.


Sta per iniziare l’ultimo mese della mia esperienza qui in Giappone, per tre quarti passata a studiare, ricurva, su vecchi libri di diritto costituzionale, alternando intere giornate trascorse ad annusare vecchi libri in archivio, a ore passate a fissare lo schermo, tra tesi di laurea, articoli di giornale e, lo ammetto, serie Netflix. Chissà, come sarà la mia Sardegna, al mio ritorno. Iniziai questo blog parlando proprio dell’arido ritorno che ogni volta mi riserva, ma forse questa volta tutto sarà profondamente diverso, non per la pandemia, ma perchè ad essere cambiata sarò io, piuttosto.

Terra del Sol Levante, hai forgiato il mio animo, e già piango, per doverti lasciare.

Eppure, sorrido.

C.

4 pensieri riguardo “Si alza il vento

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