Kyoto in solitudine

Kyoto in solitudine Cristina Piga

Due settimane fa ho avuto l’occasione di fare un piccolo viaggio a Kyoto, ad Arashiyama quartiere a nord-ovest della città. Si trova a circa un’ora e mezzo da Kobe (stazione di Sannomiya, hankyu), e basta fare cambio a Juso (Osaka), di solito binario 5, per arrivare a destinazione, in tutto circa 7 euro di biglietto. Armati di mascherina e disinfettante, ci siamo resi conto di essere gli unici “occidentali” in città.

Kyoto come (quasi) nessuno l’aveva mai vista.

Vi faccio un esempio: per attraversare la famosissima foresta di bamboo che si trova proprio ad Arashiyama, di solito è meglio programmare almeno un’ora di visita, perchè letteralmente, non c’è spazio neanche per respirare. E invece eccomi, in foto, circondata solo dai maestosi bamboo, senza turisti urlanti nei paraggi.

Un po’ come quando ti capita di andare a Venezia, in una sera di fine febbraio per accompagnare un’amica alla presentazione del libro di Capossela al mercato del pesce e trovi, letteralmente, solo Capossela e la puzza di pesce. Solo che a differenza di Kyoto, amo Venezia anche coi turisti (ah, quanto mi manca).

Insomma, questi per me sono giorni di fuoco, tra meno di tre settimane tutto questo (supplizio?) finirà: discussione di laurea, esami, burocrazia… e riuscirò finalmente a dedicare un po’ di tempo a me stessa e alle pigne che rotolano in giro per il mondo. Se volete una “guida di soppravvivenza” al Giappone, fatemelo sapere qui sotto, con un commento.

Con questo post sgrammaticato, vi saluto e inizio la mia battaglia con diritto finanziario ah ah ah (da leggere con tono isterico ovviamente).

Cristina

Pubblicato da

Sono nata in Sardegna nel 1995. Armata della mia Olivetti Lettera 25 e di una vecchia Fujifilm analogica, mi appassiono fin da piccola di scrittura e fotografia. Sono laureata in Scienze politiche, Relazioni internazionali e Diritti umani. Nel 2018 mi trasferisco e studio in Polonia presso il Centre for European Studies della Jagiellonian University di Cracovia. Dal 2019 vivo in Giappone e studio presso la Graduate School of Law della Kobe University. Mi occupo di diritto costituzionale e diritti umani, su The Bottom up di politica estera del Centro-Est Europa e Asia.

5 pensieri riguardo “Kyoto in solitudine

  1. Sono stata in Giappone in viaggio di nozze, ma voglio tornarci. Di Kyoto ricordo la sensazione di soffocamento del caldo-umido di fine agosto, il sudore fino alle caviglie, la pioggia fitta e sottile… e la meraviglia nei miei occhi!
    Voto per la guida di sopravvivenza!!!

    Piace a 1 persona

    1. Ricordo che al mio arrivo, il 30 settembre, il tassi di umidità era così alto da essere insopportabile, soprattutto con tre bustone piene di pentole, cuscini e due materassi più pesanti di me! Ma il primo impatto, così forte, coi grattacieli, le luci e le migliaia di persone attorno a me, mi ha davvero “rinfrescato” l’animo.
      Cristina

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