Nara e il Buddhismo

Buddhismo Zen in pillole

  • Sono indicate due possibili date dell’arrivo del Buddhismo in Giappone, il 538 o il 552 d.C. secondo cui una delegazione del sovrano di Kudara, uno dei tre Stati presenti sulla penisola coreana, portò all’imperatore giapponese Kinmei 欽明天皇alcuni Sutra (preghiere buddhiste) e l’immagine del Buddha.
  • In Giappone all’epoca erano due le famiglie più potenti a contendersi il potere: il clan Mononobe e il clan Soga. I primi rifiutarono l’introduzione del Buddhismo nell’isola, mentre i Soga iniziarono a praticarla privatamente.

Perché si chiama Buddhismo Zen? Qui una spiegazione completa

Grande ingresso meridionale del Tōdai-ji, costruito nel Periodo Nara (710-784) e distrutto da un tifone durante il Periodo Heian (794-1185).
  • Fu l’imperatrice Suiko 推古天皇 a riconoscere il Buddhismo religione di Stato, incoraggiando la diffusione della religione attraverso l’arte, la filantropia e l’educazione. Non dimenticate però che la religione autoctona del Giappone è lo Shintō e che questo continuò comunque ad essere il più diffuso tra la popolazione, specialmente nelle zone più rurali del Giappone, sebbene la diffusione del Buddhismo non si fermò alle mura delle corti imperiali e delle case degli intellettuali.
  • Oggi si parla infatti di sincretismo, che fonde e concilia tra loro le due religioni. Per questo quando si va in visita in un tempio Buddhista o in un santuario Shintō si possono sempre riconoscere simboli di una o dell’altra religione.

CURIOSITÀ

All’interno del tempio Buddhista Otagi Nenbutsu-ji che si trova ad Arashiyama, distretto a nord ovest di Kyoto, si può osservare una statua di un bodhisattva, ossia una persona che ha raggiunto il Nirvana secondo il Buddhismo Mahāyāna, che tiene in mano un globo sulla cui cima si trova una croce. Quale religione vi ricorda questo simbolo?

I Ni-ō, i due Re. Sono due statue gigantesche situate all’interno del Grande Ingresso Meridionale del Tōdai-ji e rappresentano il bodhisattva Vajrapāṇi, simbolo del buddhismo Mahāyāna secondo cui egli sia una delle divinità protettrici del Buddha, rappresentando la virtù della forza (le altre due virtù sono la saggezza e la compassione, rappresentate da altri bodhisattva). In giapponese, il nome Vajrapāṇi si traduce in Shukongōshin 執金剛神. Il significato di questo nome fa riferimento al Vaija, un oggetto rituale assocciato al Buddhismo Tibetano, che in sanscrito significa diamante, simbolo di indistruttibilità. Dunque il Vajrapāṇi o Shukongōshin in Giapponese significa “lo spirito che detiene il varja*”, in riferimento alla forza e potenza del bodhissattva protettore del Grande Buddha o Daibutsu in Giapponese.

*traduzione propria

Il tempio venne inaugurato con una cerimonia di consacrazione nel 752. Nei secoli venne distrutto da diversi incendi e la testa del Buddha al suo interno cadde durante un terremoto (855).

Questa finestra, situata di fronte alla testa della statua del Buddha che si trova all’interno, viene aperta per soli 10 giorni l’anno. Sebbene il tempio sia stato chiuso durante l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus, questa finestra è stata aperta eccezionalmente a partire dal 24 Aprile, per permettere ai fedeli di pregare dall’esterno (il parco che circonda il tempio è molto vasto), evitando assembramenti.

Il Daibutsu 大仏, il Grande Buddha.
Una statua che pesa circa 500 tonnellate, alta 14.98 metri.

Si tratta della statua di bronzo fuso più grande al mondo. Il monaco Gyōki, che venne consultato dall’imperatore Shōmu e l’imperatrice Kōmyō per la realizzazione della statua, morì il giorno dopo l’inaugurazione del tempio.

Avete altre curiosità sul Buddhismo Zen giapponese? Scrivetemi in un commento qui sotto!

Cristina

Pubblicato da

Sono nata in Sardegna nel 1995. Armata della mia Olivetti Lettera 25 e di una vecchia Fujifilm analogica, mi appassiono fin da piccola di scrittura e fotografia. Sono laureata in Scienze politiche, Relazioni internazionali e Diritti umani. Nel 2018 mi trasferisco e studio in Polonia presso il Centre for European Studies della Jagiellonian University di Cracovia. Dal 2019 vivo in Giappone e studio presso la Graduate School of Law della Kobe University. Mi occupo di diritto costituzionale e diritti umani, su The Bottom up di politica estera del Centro-Est Europa e Asia.

4 pensieri riguardo “Nara e il Buddhismo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...